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Col passare dei giorni il quadro generale in Vallecamonica si fa più pesante e quello che era sfuggito nelle ore a ridosso del calamitoso evento di una settimana fa adesso balza all’occhio in tutta la sua drammaticità: centinaia e centinaia di ettari di bosco schiantati, dal Tonale al lago d’Iseo, alberi spazzati via come fuscelli, strade interrotte un po’ovunque, sia a fondovalle che in quota, e infine disagi a non finire.

L’intervento della Regione, promesso dall’assessore Rolfi i giorni scorsi, non può attendere se si vuole evitare che la situazione si aggravi in modo irreparabile. L’unica buona notizia delle ultime ore è la riapertura della ferrovia in territorio di Ceto, dopo una settimana di interruzione.

Resta ancora chiusa nello stesso punto l’ex statale 42, invasa dal fango; per la riapertura bisognerà aspettare almeno fino a mercoledì. Il primo intervento richiesto dal Comune di Ceto è l’allargamento del ponticello della ferrovia che non consente il passaggio delle acque del torrente Figna quando questo si gonfia per le piogge abbondanti. Ovunque si lavora alacremente per ripagare i tanti danni.

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha inoltrato al Governo la richiesta di stato di emergenza per i danni provocati in questi giorni dal maltempo nella regione. Lo ha annunciato lo stesso Fontana, durante la conferenza stampa dal dopo giunta, precisando che i danni stimati in Lombardia ammontano a circa «40 milioni di euro». Di questi, 18 dovrebbero essere i danni nel Bresciano, la provincia più colpita.
«Confermo di avere sottoscritto e inoltrato al Governo la dichiarazione di stato di emergenza» ha spiegato il governatore. Questo, ha aggiunto, «ci consentirà di chiedere gli interventi necessari».

Fonte: Giornale di Brescia

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