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S. Faustino, chiesa spezzata dal metrò

Nel 2008 la talpa danneggiò la facciata, conclusi ora i lavori per incatenarla all’edificio.
Il problema strutturale è risolto, si attende il passaggio dei treni per capirne gli effetti.

È luglio, fa caldo. Chi cammina per strada non nota nulla. Sbuffa, procede cercando l’ombra. Ma quando passa la talpa che scava il tunnel del metrobus la chiesa dei Santi Faustino e Giovita, con centinaia di anni sulle spalle, accusa il colpo. Tanto che ora, per assicurarne la tenuta strutturale, è stata incatenata internamente. Operazione complessa, ormai terminata. Manca giusto po’ di stucco per celare le ultime rughe. Il pericolo è passato, ma il guaio c’è ed accade nel 2008.

Nel giro di poco tempo dall’inizio degli scavi in zona si vedono le prime crepe. È come se la basilica si dividesse, con due parti che cercano di andare ognuna per la propria strada. Da un lato la facciata fino alla prima delle mezzelune laterali. Inizia ad assestarsi, pende in avanti. E sprofonda leggermente, creando un taglio nell’edificio. Dall’altro il corpo principale, legato al terreno in maniera più stabile. I santi patroni saranno pure due, ma la chiesa deve restare una sola. I tecnici chiamati dal parroco, don Armando Nolli, studiano il caso ed emettono la diagnosi: stress da passaggio della talpa. «La chiesa e lo scalone principale del Chiostro dell’Abate hanno subito lesioni tipiche
per cedimento delle fondazioni a seguito del fenomeno di subsidenza del terreno», scrivono nella relazione presentata all’Ati che realizza l’infrastruttura.

Astaldi dispone di polizze assicurative ad hoc, problemi di questo tipo sono
preventivati quando si lavora sotto terra. I Periti di GARAperizie (di Perizieperte) valutano i piani d’intervento e alla fine la parrocchia si vede riconosciuto il danno: 275mila euro. «Il progetto prevede catene lungo la facciata e le due pareti laterali all’altezza dei cornicioni – si legge sempre nella relazione -. È previsto il riempimento delle lesioni con malta di calce iniettata in profondità». Questo per quanto riguarda la facciata. Ma siccome anche la volta è sofferente, servono tiranti in acciaio che la leghino alla parete laterale. Senza contare gli affreschi, da ripristinare dove la struttura si è disunita. Tutto ciò avviene in silenzio, nei mesi scorsi.

Don Nolli non ama largheggiare in parole quando non lo ritiene necessario. La chiesa resta chiusa tra settembre e ottobre. Adesso è riaperta. Sana. Salva. Proprio oggi si procede agli ultimi ritocchi esterni, mentre andranno valutati gli effetti del passaggio dei treni.
Per capire se ci saranno ulteriori assestamenti. Se uscissero nuovi segni, potrebbe bastare un po’ di make up. E la vanità, in questo caso, proprio non c’entra.

È utile sapere che…

Alcune nozioni utili per capire come il perito di parte opera nel tuo interesse.